Pseudomonas Siringae sul Mango: come comportarsi?

Domanda: Da circa 4 anni ho messo a dimora 60 piante di mango cultivar Kent, ma purtroppo devo combattere contro l’infezione da Pseudomonas Siringae, con scarsi risultati. Sento parlare di lotta con batteriofagi, mi potete dare delle indicazioni e/o a chi rivolgermi?

Francesco Briguglio

Risposta: 

Immagino ci si voglia riferire alla necrosi apicale del mango, malattia diffusa in zone tropicali e subtropicali e segnalata da noi in Sicilia.
È una malattia batterica; dunque una malattia molto difficile da combattere. Se poi la malattia è ricorrente, come segnala l’imprenditore agricolo, vuol dire che il batterio ha ormai stabilito una fase residente sulla superficie delle piante. Con altre parole il batterio vive sulla pianta e infetta non appena si verificano condizioni favorevoli.
In tempi recenti sono stati saggiati diversi prodotti alternativi:
fosetyl-Al, acido gibberellico, acibenzolar-S-methyl, gel di silicone (un prodotto solubile al 34% di silicato di potassio). Alla fine nessun trattamento si è rivelato migliore della Poltiglia bordolese. Suggerirei dunque trattamenti sulla pianta (anche 2 o 3) con rame per eliminare il batterio residente e per proteggere la pianta da nuove infezioni.
Lascerei perdere i batteriofagi.

Prof. Giuseppe Surico

 

Rogna dell’olivo: come contrastarla?

Domanda: Come posso contrastare la rogna dell’olivo? E’ efficace l’estratto di Henne ?

 

Risposta: 

Purtroppo le possibilità di lotta contro la rogna e il suo agente causale, il batterio Pseudomonas savastanoi, non sono molte. Sarebbero efficaci gli antibiotici ma da quasi 50 anni ne è vietato l’uso in agricoltura. L’unico altro anticrittogamico che funziona come antibatterico (dunque come una sorta di antibiotico) è il rame. Un’altra considerazione da farsi è che il batterio della rogna vive sulla stessa pianta che infetta (sulla superficie fogliare in particolare e nelle anfrattuosità della corteccia).

Ciò considerato i consigli di lotta sono i seguenti:
1. Drastiche potature per liberare la pianta dai rami “rognosi”;
2. Disinfezione delle ferite di taglio con rame;
3. Trattamenti ripetuti alla chioma (almeno tre nell’anno) con ossicloruro di rame alla concentrazione più bassa fra quelle consigliate in etichetta (anche allo scopo di eliminare l’inoculo che vive sulla pianta).

Giuseppe Surico – Unifi

Zone cuscinetto Xylella: come comportarsi?

Domanda: Per tutti coloro che sono proprietari di terreni nella zona cuscinetto:

  • 1. per un nuovo impianto, è possibile utilizzare qualsiasi cultivar oppure solo FS17 e Leccino?
  • 2. è possibile procedere al trapianto di alberi da una particella ad un’altra sempre all’interno della zona cuscinetto?
  • 3. che tipo di obblighi/raccomandazioni ci sono?

Ho guardato la Dec. UE2015/789 e la sua modifica 2017/2352 del 14.12.2017 ma non sono riuscito a trovare risposte ai quesiti sopra.

Pierluigi Spedicati

Risposta:

1) Nelle zone delimitate come “cuscinetto” non è vietato impiantare piante ospiti di xylella fastidiosa CODIRO in quanto trattasi di zona comunque indenne, ad eccezione dei focolai puntiformi cosi come definito dalla DDS 109 del 19/3/2018. Pertanto è possibile utilizzare qualsiasi cultivar di olivo, purché proveniente da vivai della stessa zona cuscinetto o da zone non delimitate. Le piante devono essere accompagnate dal passaporto CE. Per conoscere lo status di una particella catastale in merito alle delimitazioni per xylella è sufficiente aprire il portale emergenzaxylella dal sito http://www.emergenzaxylella.it e in basso a sinistra cliccare su “ricerca particella catastale”.

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Contenimento rogna dell’olivo

Domanda:Vorrei sapere come contenere la rogna dell’olivo. Ho circa 800 piante e la maggior parte presentano questa malattia che causa in alcune zone il disseccamento e la caduta di foglie oltre a non produrre frutti. È sconsigliato trinciare le potature? Consigliate di bruciarle?

Risposta:

La Rogna dell’olivo
E’ una malattia piuttosto frequente che colpisce tutti gli organi della pianta. I sintomi, che si presentano con maggiore frequenza sono su rametti e rami, e si manifestano come piccoli tumori globosi che col passare del tempo si ingrossano fino ad alcuni centimetri e si screpolano sulla superficie. Gli stessi sintomi occasionalmente possono essere presenti anche sulle foglie. L’alterazione è causata dal batterio “ Pseudomonas siringae pv. savastanoi (E.F. Smith)” che sfrutta, per introdursi nella pianta, via di accesso quali: ferite causate da eventi meteorici, da insetti e dall’uomo con le operazioni colturali(potature,raccolta ecc)

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Quando è il momento di iniziare i trattamenti contro la mosca delle olive?

DOMANDA: Quando è il momento di iniziare i trattamenti contro la mosca delle olive?

RISPOSTA: Non esiste un momento specifico. Per decidere quando trattare è necessario fare il monitoraggio con le trappole cromotropiche o a feromone e, soprattutto, il campionamento sulle olive. Il campionamento deve essere effettuato una volta a settimana a partire dall’indurimento del nocciolo e consiste nella raccolta casuale di 100 olive. Solo quando l’infestazione supera il 15% si deve intervenire con il trattamento.

Quando inizia l’attacco della mosca delle olive?

DOMANDA: Quando inizia l’attacco della mosca delle olive?

RISPOSTA: L’attacco inizia in primavera, appena la temperatura si alza l’adulto sfarfalla. Per diminuire l’intensità di questo attacco è consigliato non lasciare olive sulle piante e sul terreno dove le mosche possono svernare.