Come posso commercializzare l’olio di oliva?

Domanda: Buongiorno, da circa un secolo la mia famiglia produce olio per finalità non commerciali (famiglia, amici ecc.). I terreni si trovano in Calabria in prossimità della costa Jonica. Per molti anni gli uliveti sono stati trascurati ed ora mi piacerebbe riattivarli e magari commercializzare il prodotto, almeno a copertura dei costi di manutenzione.
Avrei tre domande:
1. è possibile far valutare l’olio da un punto di vista della qualità del prodotto e del gusto? Il frantoio naturalmente lo valuta dal punto di vista dell’acidità ed è un Extra Vergine.
2. volendo vendere il prodotto sembra che la partita IVA sia lo strumento più idoneo a proteggersi da eventuali pretese di terzi. E’ questo l’approccio consigliato?
3. esiste una sorta di guida per chi vuole avviare un percorso di questo tipo? che illustri gli obblighi, le normative di riferimento ecc.?

Risposta:

1) Per quanto riguarda le analisi chimico fisiche che completano il quadro della classificazione merceologica, oltre al dato dell’acidità libera, si dovrà portare un campione del prodotto/i presso un laboratorio chimico che si suggerisce sia accreditato dal SINAL in base alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005. Si consiglia di rivolgersi ad uno dei laboratori di analisi inseriti nell’elenco consultabile sul sito del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF) al seguente indirizzo: https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1988

per la valutazione delle caratteristiche organolettiche, si consiglia di rivolgersi invece ad uno dei panel (gruppi di assaggiatori) inseriti nell’elenco consultabile sul sito del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali al seguente indirizzo: https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4158

2) per vendere l’olio (come qualsiasi altro prodotto) è sicuramente indispensabile che il venditore sia in possesso della partita IVA e adempia a tutti gli obblighi fiscali connessi (corretta tenuta dei registri IVA, ecc.). Per questi adempimenti è consigliabile rivolgersi a un commercialista. Nel caso dell’olio di oliva è necessario inoltre tenere il registro telematico di carico e scarico sul portale SIAN e rispettare le normative in materia di confezionamento ed etichettatura del prodotto.

3) non so se esiste una guida completa, aggiornata ed attendibile per la vendita dell’olio di oliva. Consiglierei quindi un contatto diretto con uno degli uffici periferici dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), che è un Dipartimento del MiPAAF, al fine di chiedere tutte le informazioni necessarie sia sul registro telematico che sulle normative in materia di confezionamento ed etichettatura del prodotto.

 

Luciano Zoppi (Regione Toscana) / Erminio Monteleone (UNIFI)

È possibile accedere a dei contributi a fondo perduto?

Domanda: Sono un docente di Agraria presso un l’Istituto Professionale Agrario.
Volevo sapere se esiste la possibilità o meno per accedere a dei contributi a fondo perduto a scopo didattico.
Rimango in attesa di una Vostra gentile risposta.

Vincenzo Vitale

Risposta: I contributi a fondo perduto previsti nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 20014-2020 (http://www.regione.toscana.it/psr-2014-2020) non riguardano la didattica in senso tradizionale, ma piuttosto la formazione (misura 1 e relative sottomisure). In tal senso gli Istituti professionali e gli Istituti agrari possono partecipare assieme ad agenzie formative (o possono essi stessi accreditarsi come agenzie formative se ne hanno le caratteristiche) ai bandi delle misure per la formazione che sono generalmente rivolte agli agricoltori. 

Marcello Mele