Castagneto in collina: come posso fare?

Domanda: Ho un ettaro e mezzo di terreni seminativi ed alberati, in collina, seicento metri al livello del mare, vorrei impiantare un castagneto. Come posso fare?

Antonio Petrone

Risposta: 

Pur non disponendo di informazioni adeguate, considerato che il terreno è situato in zona castanicola per eccellenza, non ho dubbi nel ritenerlo adatto ad ospitare un castagneto. In Campania (Irpinia) il Castagno è da sempre estesamente coltivato, con rese mediamente elevate, pertanto riveste una notevole importanza sia economica che sociale, non solo per la produzione dei frutti ma anche del pregiato legno e per la salvaguardia del territorio. Trattandosi di nuovo impianto, il castanicoltore dovrà adottare le moderne tecnologie per realizzare un castagneto specializzato, applicando al nuovo impianto le conoscenze scientifiche e tecniche delle specie frutticole ampiamente diffuse nel nostro Paese.

I castagneti tradizionali recuperati, erano legati alle consuetudini delle aziende agro-forestali collinari e soprattutto montane del nostro Paese. Oggi, causa l’esodo molti di questi castagneti sono abbandonati e ormai non più recuperabili. Se vogliamo salvaguardare la produzione castanicola e recuperare i mercati persi, dobbiamo assolutamente aumentare la disponibilità del prodotto, privilegiando le varietà di pregio come i “marroni”, molto adatti sia per il consumo fresco che per la trasformazione artigianale e industriale. In ogni caso si dovranno innestare le varietà locali di maggior pregio, essenzialmente quelle che afferiscono alle eccellenze castanicole riconosciute dalla Comunità Europea (DOP e IGP). Le più importanti della Campania sono le Castagne “Palummina” (“Castagna di Montella” IGP), “Roccadaspide” (IGP) e “Montemarano”.

Elvio Bellini

 

Castagne Carpinesi

Domanda: Salve, se semino delle castagne carpinesi, la pianta darà delle carpinesi?

 

Risposta: 

NO. Le castagne prodotte dalle piante derivanti dai frutti raccolti dalla pianta Carpinese potranno essere anche molto diversi dal tipo desiderato. Per una verifica occorrerebbe attendere il raggiungimento della maturità sessuale delle nuove piante, nel caso del castagno, almeno un decennio. Per ottenere “copie” di Carpinese e quindi castagne di Carpinese (così come di qualsiasi altra varietà) si ricorre all’innesto prelevando “marze” (porzioni di ramo, sviluppatosi nell’anno precedente, con gemme in completo riposo vegetativo) dalla pianta di interesse. Questo metodo di propagazione viene impiegato da tempi remoti per la moltiplicazione di specie orto-floro-frutticole (pero, melo, pesco, vite, olivo, rosa, ecc) e con questo metodo sono stati realizzati i castagneti da frutto.

Raffaello Giannini.

Come posso realizzare un impianto specializzato di castagneto da frutto?

Domanda:  Sto valutando l’opportunità di realizzare un impianto specializzato di castagneto da frutto, utilizzando un terreno nudo; l’area in questione si trova tra Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio, attorno agli 850 metri s.l.m. Al momento non sono riuscito a trovare esperienze precedenti e mi piacerebbe sapere se ne siete a conoscenza, per capire quali sono le varietà che meglio si prestano ad una coltivazione del tutto simile a quella del frutteto specializzato e quali sesti d’impianto sia il caso di utilizzare per mantenere una coltivazione meccanizzata.

Lorenzo Venturini

Risposta: La domanda è multipla e quindi impegnativa. Cerco di rispondere molto sinteticamente per punti:
1) per il Castagno la zona e l’altitudine citate vanno bene;
2) i tentativi di realizzare castagneti da frutto specializzati ci sono stati e molti non hanno dato buoni risultati. Temo che questi fallimenti dipendano dalla mancanza di “formazione professionale degli esecutori”. Come mai nel Medioevo il Castagno è stato diffuso massicciamente con pieno successo?;

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Come fare le marze di castagno e in che periodo innestarle?

Domanda: Salve, qual’è il periodo migliore per fare le marze di castagno? E quale il periodo per innestarle? Grazie

Giorgio Bocca

Risposta: 

1) Periodo per raccogliere le marze di castagno. La raccolta e la conservazione delle marze deve essere effettuata nel periodo invernale, in pieno riposo vegetativo, che per il castagno cade nei mesi di gennaio-febbraio. La conservazione delle marze, dopo la raccolta deve avvenire in cella frigorifera alla temperatura di 1-2°C, dopo avere avvolto le marze inumidite in teli plastici. In alternativa, la conservazione può essere fatta all’esterno in luogo fresco, sotterrando le marze sotto sabbia, fino al momento dell’uso.

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