Analisi delle barriere socio-tecniche all’impiego irriguo di acque reflue affinate, ai sensi del D.M. 185/2003

Diego Antonio Zullo – Università di Foggia

Sintesi della tesi di laurea vincitrice dell’AgroInnovation Award 2018

L’acqua di buona qualità e in quantità sufficienti è indispensabile e vitale per lo sviluppo di qualsiasi attività umana, soprattutto per le attività agricole. La sua disponibilità è una condizione essenziale per il conseguimento di una raccolta soddisfacente e remunerativa. Lo sfruttamento e il continuo aumento della domanda di acqua di buona qualità, sono all’origine di alterazioni e squilibri nel ciclo dell’acqua che si traducono in una diminuzione della sua disponibilità, con impatti devastanti sull’economia di un Paese.

Ne consegue quindi la necessità di affacciarsi a nuove tipologie di risorse idriche non conv
enzionali, identificate anche come “acqua marginale” (ad esempio acqua reflua affinata) che andranno a sopperire, in parte, alla domanda di acqua dolce.
Il principale limite nell’utilizzo di acque reflue affinate però, è dato dall’opposizione pubblica.

Obiettivo quindi di questa attività di ricerca è quello di analizzare le barriere socio- tecniche ed economiche dell’utilizzo delle acque reflue affinate, nel tentativo di colmare, in parte, la carenza di studi economici sull’accettabilità sociale circa il riutilizzo delle acque reflue affinate a scopi irrigui.

L’analisi dell’accettabilità delle acque reflue depurate pone le basi per identificare le principali cause che hanno impedito o rallentato l’utilizzo delle acque reflue depurate e si propone di promuoverne un riutilizzo in ambito irriguo.
I principali soggetti di analisi sono gli agricoltori, essendo i più esposti nella filiera agro-alimentare ai benefici e ai rischi delle acque reflue depurate. La loro accettabilità è imprescindibile per avviare un processo di riutilizzo.

Nello specifico l’attività ha permesso di far luce sulle principali barriere socio- tecniche che hanno impedito fino ad ora l’utilizzo su larga scala delle acque reflue depurate in agricoltura. L’analisi delle barriere socio-tecniche è stata effettuata tramite l’utilizzo di un sistema di simulazione di campagne agrarie, identificato come WasteWaterCredit (WWC) ideato e costruito ai fini di tesi dal sottoscritto, che introduceva l’obbligo di utilizzo delle acque reflue depurate, a norma di legge, ad alcuni agricoltori.

In una prima fase di analisi della normativa delle acque reflue europee e nazionale sono state esaminate le opportunità e minacce nell’impiego irriguo delle acque reflue depurate allo scopo di costruire un sistema che fosse in grado di abbattere le barriere di una mancata accettabilità da parte degli agricoltori.

Al fine di conoscere il livello di accettabilità di mercato degli agricoltori è stato strutturato un prototipo di simulazione di campagne agrarie interattivo (WWC). Per ottenere dati significativi, sono state effettuate due simulazioni con due agricoltori per simulazione a cui si è arrogato il compito di decidere se utilizzare o meno le acque reflue depurate. L’accettabilità di mercato è stata dunque analizzata sia a partire dai risultati ottenuti dalla simulazione che dai commenti e domande che gli agricoltori hanno avanzato.

Nella prima fase di simulazione, alla presentazione del prototipo gli agricoltori hanno effettuato una serie di domande incentrate sul valore di mercato dei prodotti e sulla volatilità dei mercati mostrando un basso interesse sulla tipologia di acqua utilizzata. Oltretutto l’introduzione dei WasteWaterCredit, sistema di crediti d’acqua dove l’utilizzo reale di un metro cubo di acqua genera un WWC, vendibile o utilizzabile nella stagione agricola successiva riscattando m3 di acqua in più rispetto alla disponibilità assegnata dall’ente di distribuzione, ha permesso di analizzare come il fattore acqua sia importante per l’agricoltore e come una maggiore disponibilità, indipendente dalla tipologia, sia richiesta dall’agricoltore. Durante le fasi di simulazione, a partire dal quantitativo di acqua reflua depurata utilizzata, si è dimostrato una ridottissima resistenza all’impiego di acque reflue depurate. Gliagricoltori dopo aver compreso il sistema di simulazione, hanno preso in considerazione la possibilità di scambiare i WWC.

Il sistema WWC permette all’azienda che genera i WWC, il raggiungimento di un miglioramento paretiano del reddito andando a compensare le esternalità positive che l’agricoltore, utilizzando le acque reflue depurate, sostiene.
Infine dall’attività si è dedotto che l’accettabilità delle acque reflue depurate è massima se relazionata sia all’introduzione di un sistema che premi gli agricoltori virtuosi, quali i WWC, sia alla possibilità di vendere il prodotto senza ripercussioni. Questa attività di ricerca rappresenta solo l’inizio della gestione delle acque reflue depurate dato che oltre all’accettabilità degli agricoltori, bisogna tener conto dell’accettabilità di altri stakeholder interessati come il Consorzio per la Bonifica della Capitanata e l’Acquedotto Pugliese, le industrie e le GDO. D’altra parte resta da superare l’ostacolo dell’accettabilità dei consumatori: un mancato acquisto del prodotto comporta la fine della filiera dei prodotti irrigati con l’acqua reflua depurata.


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