Droni in agricoltura, posso iscrivermi come contoterzista?

Domanda: Buongiorno,
mi occupo di agricoltura di precisione mediante l’uso di droni sia per la diagnosi della crescita in campo sia mediante macchine irroratrici (droni) con serbatoi da 10 a 15 L.
Con l’intento di fornire servizi e prestando la nostra attività contrattualmente alle Aziende o a livello consortile, è ipotizzabile e ha senso oggi iscrivere la nostra rappresentata ad UNCAI come contoterzisti? Nel contratto che vorremmo proporre alle aziende agricole vorremmo essere qualificati come prestatori d’opera stagionali, ma attualmente non siamo ne imprenditori agricoli ne agro-meccanici conto terzi.

Risposta: 

Premesso che chi risponde appartiene ad altra organizzazione di imprenditori agromeccanici (CAI – Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani), vediamo di analizzare l’attività esercitata ai fini del suo corretto inquadramento.
Innanzi tutto, si premette che i servizi prestati con l’ausilio di aeromobili a pilotaggio remoto (APR, SAPR o droni, secondo le più comuni definizioni), richiedendo una specifica organizzazione e l’impiego di macchine e tecnologie specifiche rientrano fra le attività d’impresa.
L’attività agromeccanica è stata definita dal decreto legislativo 29 marzo 2004 n. 99/2004, poi modificato dal successivo decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 101; tali decreti hanno completato il quadro normativo delineato dal D. Lgs. 228/2001 (detto anche di “orientamento e modernizzazione in agricoltura”), il quale aveva modificato la nozione civilistica di impresa agricola.
Il D. Lgs. 99/2004 stabilisce (art. 5) che è “attività agromeccanica quella fornita a favore di terzi con mezzi meccanici per effettuare le operazioni colturali dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, la sistemazione e la manutenzione dei fondi agro-forestali, la manutenzione del verde, nonché tutte le operazioni successive alla raccolta dei prodotti per garantirne la messa in sicurezza. Sono altresì ricomprese nell’attività agromeccanica le operazioni relative al conferimento dei prodotti agricoli ai centri di stoccaggio e all’industria di trasformazione quando eseguite dallo stesso soggetto che ne ha effettuato la raccolta.”
Ora non c’è dubbio che i droni siano mezzi meccanici, non rilevando il fatto che non siano condotti da operatore a bordo; ed è altresì palese che il rilevamento, ovvero la distribuzione di mezzi tecnici, rientrano nelle operazioni dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una sua fase.
La prestazione di servizi di supporto alla produzione vegetale, censita dalla codifica ATECO 2007 al codice 01.61.00, riguarda per l’appunto l’attività agromeccanica, allargando l’ambito della preesistente definizione, che si limitava ai soli servizi con “macchine agricole per conto terzi”.
Di conseguenza si può ritenere a buon diritto che le prestazioni svolte con APR siano riconducibili a tutti gli effetti all’attività agromeccanica e possano pertanto essere iscritti alla Camera di commercio come attività di supporto alla produzione vegetale.

Roberto Guidotti – CAI  (Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani)